Coniglio in Civet, ricetta tradizionale piemontese

La ricetta tradizionale (cosa rara su l’Ennesimo Blog di Cucina) del coniglio in Civet, una preparazione della cultura gastronomica piemontese, che ormai è diventata la mia terra adottiva.

Io sono una carnivora, chi di voi ha pranzato o cenato con me sa che, se sul menù c’è la tagliata, quella sarà la mia prima scelta (a patto che non ci sia la tartare, e allora lì è scontato…).
In cucina però sono molto timida con le carni, specie con le preparazioni tradizionali, preferisco saltare e scottare all’arrostire e stufare.

Poi ho sfogliato SAPORI DI CASA, una collana che segue il trend dei quaderni di cucina, scritti a mano proprio come facevano le nonne con le ricette tramandate di generazione in generazione e, spinta dal ricordo della mia carissima nonna piemontese, ho scelto di avventurarmi nella preparazione di uno stufato di coniglio tratto dal volume “PROFUMO DI ARROSTO“.

post realizzato in collaborazione con Famiglia Cristiana

Coniglio in Civet, ricetta tradizionale piemontese

Per realizzarlo ho preso 1 coniglio intero, già pulito ma con ancora il suo fegato, l’ho tagliato a pezzi, ho asciugato bene e l’ho messo a marinare con 500ml di Dolcetto, 1 gambo di sedano, 1 carota e 1 cipolla tagliata a tocchetti, 1 spicchio d’aglio, alloro, bacche di ginepro, 3 chiodi di garofano, 1 stecca di cannella piccola, pepe in grani e una presa di sale.
Ho fatto marinare per 24 ore, anche se la ricetta, nonna compresa, dice 2 giorni.

Coniglio in Civet, ricetta tradizionale piemontese

Una volta terminata la marinatura ho scaldato 1 noce di burro e 50gr di lardo in una padella dai bordi alti, ho trasferito i bocconcini di coniglio e li ho fatti rosolare, poi ho abbassato la fiamma e ho cotto 2 ore aggiungendo prima 250ml di brodo di carne e poi la marinata, verdura compresa. A fine cottura ho separato i bocconcini di coniglio dal fondo e li ho tenuti in caldo, ho frullato il resto (togliendo gli odori) e rimesso sul fuoco aggiungendo 1 bicchiere di Dolcetto e un pizzico di peperoncino. Il fegato va frullato con la verdura, anche se, dopo averne assaggiato un pezzetto, sono stata tentata di mangiarlo tutto subito!

Ho servito il coniglio molto caldo, accompagnandolo con la sua salsa e con fette di pane tostato.
Click.

Coniglio in Civet, ricetta tradizionale piemontese

12 Comments

  • piccola mela ha detto:

    Finalmente trovo un minuto per te: questa ricetta mi perseguitava da questa mattina(soprattutto mentre mangiavo una tristissima piadina).
    Io non sono una carnivora di professione,ma ammetto che un arrosto ben fatto mi prende per la gola molto più di una fetta di torta e il tuo è stupendo!
    Sappi che se prima la timidezza mi faceva tacere davanti a tuoi piatti,d’ora in poi potrai annoverarmi tra i tuoi fedelissimi!
    A presto!

  • Manuela e Silvia ha detto:

    Lo hai sicuramente addolcito con questa salsina! bravissima, non ne sbagli una!!!
    un bacione 🙂

  • Valentina ha detto:

    cara Nus,mi hai riportato alla memoria il coniglio di mia nonna e la sua splendida pentola in alluminio old style, la adoro! Questa mattina sono passata a trovare te e Fabrizio, che bella sorpesa sapere anche di questo blog. Bravissimi!
    un abbraccio e buon pomeriggio,
    Vale

  • Pinko Pallino ha detto:

    Purtroppo a casa mia il coniglio non entra, l’omino ha un’intolleranza psicologica per il coniglio, ma a me piace e ricrdo ancora quello alla vernaccia che preparava la mamma..la tua versione mi piace molto…
    A presto!!

  • Gio ha detto:

    non mangio molta carne, ma il coniglio è tra i miei preferiti
    ti rubo la ricetta in un baleno 🙂
    buon we e grazie

  • Melinda Catapano ha detto:

    Il coniglio è un piatto che preparo poco ma questa ricetta mi attira abbastanza, soprattutto per la sua aromaticità 🙂
    http://blog.giallozafferano.it/lericettedimelinda/

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