Il coniglio al Civet che non ti aspettavi

L’ospite inatteso” è il tema dell’iniziativa Simply, una catena di supermercati (prima Gruppo Rinascente e poi Groupe Auchan).

Oltre al suo impegno sociale, etico ed ambientale, da qualche mese Simply ha scelto di promuovere la produzione vinicola del territorio, dando ai clienti tutti gli strumenti necessari per capire tipologie ed etichette, conoscere i produttori locali e approfondire la cultura enologica: degustazioni nei punti vendita, incontri con Sommelier Fisar e schede dettagliate nella sezione “Sommelier a portata di click” del sito web.

Accanto a queste attività Simply ha coinvolto alcuni foodblogger, invitandoli a cucinare una ricetta partendo da uno dei vini della sua selezione.

Sfogliando il catalogo non ho esitato. Amo i piemontesi fermi e forti (parlo di vini, ma non solo!) e il Nebbiolo Langhe è senza dubbio tra i miei preferiti. Ho voluto provarlo con uno dei piatti piemontesi che più amo, il Coniglio al Civet.

Ed è proprio il coniglio il mio “ospite inatteso“. Già perché questo coniglio impaziente, invece di aspettare la seconda portata, arriva per l’aperitivo e che si fa? Lo si cucina come gustoso finger food.

post realizzato in collaborazione con Simply

Il coniglio al Civet che non ti aspettavi

Il coniglio al Civet che non ti aspettavi

Il primo step del coniglio al civet è la marinatura, per la quale è essenziale un ottimo vino, come questo Nebbiolo delle Langhe DOC Santa Vittoria. Un vino dal sapore morbido, pieno e vellutato di tannini maturi e rotondi.

Veniamo a noi. Per prima cosa ho preso 2 cosce di coniglio, che ho disossato grossolanamente. La polpa l’ho sminuzzata al coltello e l’ho adagiata in una ciotola capiente insieme alle ossa (che mi serviranno per la salsa di verdure). Ho affettato 1 cipolla bianca, 1 spicchio di aglio, 1 carota e 2 gambi di sedano, ho aggiunto 1/2 cucchiaio di bacche di ginepro, 1/2 cucchiaio di grani di pepe nero, 3 chiodi di garofanoun pezzettino di stecca di cannella, 2 foglie di alloro. Ho messo tutto sopra la carne e infine ho irrorato di vino, fino a coprire (circa 500ml di Nebbiolo). Ho lasciato marinare una ventina di ore, in frigorifero, coprendo con della pellicola.

Il coniglio al Civet che non ti aspettavi

Poi ho separato il liquido di marinatura, la polpa di coniglio e le cosce con le verdure: questi tre gruppi di ingredienti avranno un destino diverso.

Le cosce spolpate e le verdure vanno in padella, con una noce di burro, per una cottura lenta, alla quale ho aggiunto del brodo di verdura man mano per non farle asciugare troppo.

Ho ribattuto al coltello la polpa di coniglio, ho frullato sommariamente quasi tutto e ho aggiunto una piccola manciata di verdure (evitando le carote). Ho lasciato dei pezzetti interi per dare consistenza.

Ho amalgamato con 2 fette di pane ai cereali ammollato nel vino e poi strizzato e, con le mani bagnate ho formato le palline che ho impanato nella farina integrale e che ho disposto sulla teglia rivestita di carta da forno. Ho infornato le polpette per 25 minuti, girandole a metà cottura, in forno caldo, 180° termoventilato. Poi le ho passate in padella altri 10 minuti, con un filo di olio extra vergine delicato e ho aggiustato di sale.

Ho realizzato, con la marinatura filtrata in un colino, la riduzione di Nebbiolo aromatizzato, passandolo in padella per pochi minuti con 1 cucchiaio di farina 00.

Infine ho separato i resti delle cosce dalla marinatura ormai cotta (40 minuti a fuoco lento) e ho frullato la verdura e i resti di carne che ora si staccano perfettamente dall’osso. Questa è la base delle mie amuse-bouche.

Cucchiaiata di crema di verdura, polpetta croccante, goccia di riduzione di Nebbiolo, foglia di alloro.

Click.

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