Le mie regole del Clean Eating

Potremmo tradurlo come “mangiare pulito” e infatti il Clean Eating è un mood, uno stile di vita che vuole riportarci ad un’alimentazione più naturale possibile.

Ad avvicinare milioni di persone a questa nuovo (nuovo oppure molto antico) modo di vivere il cibo, è stata la nutrizionista americana Tosca Reno. In quanto americana ha condito il tutto di business e fanatismo ma questa volta ci sta, l’intento è nobile.

Le mie regole del Clean Eating

A pensarci bene per me le regole del Clean Eating sono cose abbastanza ovvie, eppure tantissime persone non hanno ancora raggiunto questa consapevolezza, e io stessa devo ancora farne di strada…

Ecco perché ho deciso di scrivere le “mie” regole del Clean Eating, per voi per condividere una pratica alimentare sana e sostenibile, e per me come promemoria nei momenti di pigrizia.

1. SE NON SO LEGGERLO LO LASCIO SULLO SCAFFALE

I nomi complicati li lascio agli studiosi di chimica e cerco di evitare quanto più possibile cibi con conservanti, coloranti, aromi, emulsionanti, addensanti, edulcoranti, esaltatori di sapidità, regolatori di acidità… C’è da dire che occorre un minimo di conoscenza, spesso quello che viene chiamato con il suo nome chimico è un ingrediente “buono” che consumiamo abitualmente chiamandolo in un altro modo, come l’acido ascorbico, per intenderci.

2. MENO LAVORATO È MEGLIO

Meglio lo zucchero bianco rispetto allo sciroppo di glucosio, meglio quello di canna rispetto a quello bianco, meglio ancora sarebbe dolcificare con zuccheri naturali come miele, sciroppo d’acero, d’agave o stevia, che forniscono energia all’organismo con un indice glicemico più basso.

Cerco anche di dare un’occhiata alla presenza di zucchero in tutti i cibi, anche quelli insospettabili, come in insaccati, formaggi e sughi. Meno è meglio.

3. I CARBOIDRATI COMPLESSI SONO MIEI AMICI

Non vi sto dicendo di rinunciare alla pasta, ma di preferire carboidrati complessi non lavorati, integrali quindi, che apportano preziose vitamine e sali minerali all’organismo. Io ho aperto la mia dispensa anche a grano saraceno, grani antichi, quinoa, mais, miglio, avena, germe di grano, semolino, bulgur e amaranto… Per non parlare dei legumi!

4. I GRASSI BUONI

Dirvi di eliminare i grassi insaturi ed idrogenati è una banalità, ma questo non vuol dire eliminare la totalità di grassi nella propria alimentazione. Ci sono quelli buoni che, con moderazione, hanno effetti benefici per la salute: i pesci ricchi di omega 3, l’olio evo, di cocco e di nocciole, i grassi dell’avocado e del burro d’arachidi (quello vero, arachidi 100%, non fate i furbi), noci, mandorle e anacardi!

5. FRUTTA E VERDURA DI STAGIONE

Questo ve l’ho ripetuto alla nausea, mangiare di stagione è importantissimo per tanti motivi.

I prodotti di stagione sono più buoni, saporiti e profumati. Sono coltivati e raccolti nel rispetto della loro stagionalità e contengono una quantità maggiore di nutrienti e principi attivi, con la giusta quantità di calorie. Sono sostenibili perché locali ed essendo coltivati nel giusto periodo sono più forti e contengono meno pesticidi. E poi costano meno.

Le mie regole del Clean Eating

6. AMICA DELLE PROTEINE MAGRE

Sono reducetariana (ve l’avevo raccontato QUI) quindi mangio meno carne e meno pesce, li scelgo di qualità e preferisco le parti magre, come il filetto di manzo o di maiale, il petto di pollo e tacchino, pesce fresco, uova, legumi, yogurt greco, ricotta fresca, latte vegetale, semi, frutta secca e tofu.

7. MANGIO POCO E SPESSO

Con il mio stomaco da passerotto è una necessità, ma assumere 5 o 6 piccoli pasti nell’arco di una giornata fornisce costantemente al nostro organismo i giusti nutrienti evitando sbalzi glicemici ed un senso di fame che ci porterebbe a mangiare più del necessario.

Potrei andare avanti ancora consigliandovi di fare un’abbondante colazione, un po’ di movimento e bere almeno 2 litri d’acqua al giorno. Insomma ci sono un sacco di spunti per abbracciare il Clean Eating (a modo vostro) e vivere meglio.

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