4 consigli per ridurre lo spreco alimentare domestico

Lo spreco alimentare è un tema attuale e sempre più sentito: è importante iniziare a ridurlo nella vita di tutti i giorni attraverso piccoli accorgimenti, scelte consapevoli e semplici gesti.

Ogni giorno ci troviamo a fare scelte che influenzano il consumo di risorse del pianeta, l’inquinamento dell’aria, del suolo e dell’acqua, la gestione e lo smaltimento dei rifiuti. I dati sono abbastanza scioccanti (e forse ottimistici): si stima infatti che ogni famiglia in Italia, per negligenza o disattenzione, lo scorso anno abbia buttato in media 200gr di cibo alla settimana. Un totale di 8 miliardi di Euro di cibo sprecato.

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Io, nel mio piccolo, negli ultimi anni ho alzato la qualità degli alimenti acquistati nella mia spesa settimanale, ho preso coscienza dell’impronta ambientale di ogni prodotto e ho cominciato a scegliere carne (sempre meno), pesce, frutta e verdura (sempre di più), in base alla provenienza e al metodo di produzione/distribuzione della sua filiera. Ho anche iniziato a sprecare meno, imparando ad apprezzare parti degli alimenti meno nobili, che prima gettavo nella spazzatura e che ora invece sono protagonisti di ricette deliziose, economiche ed ecologiche.

Un buon punto di partenza per iniziare a ridurre lo spreco alimentare nella vita di tutti i giorni è stato il libro BUTTALI IN PENTOLA, il risultato del progetto insiemecontroglisprechi.it realizzato da Auchan in collaborazione con WWF Italia e Lisa Casali di ecocucina.it. Ma di questo ve ne parlerò prossimamente.

Intanto vi lascio 4 consigli su come e dove ridurre lo spreco alimentare, partendo da piccoli e semplici gesti.

1. AL SUPERMERCATO

Faccio sempre la lista della spesa prima di andare al supermercato. Beh, in realtà io la faccio seguendo l’ordine dei reparti che incontro lungo il mio percorso, ma è una mia personale mania. È sufficiente una nota, magari sulla app promemoria del telefono, così da spuntare le voci in tempo reale. Questo mi aiuta ad evitare di fare scorta di alimenti che non sono sicura di consumare o di acquistare prodotti che ho ancora in casa da terminare.

Se so di dover usare subito un alimento che sto acquistando, scelgo il prodotto con la scadenza più vicina. So che l’istinto ci porta a scegliere quello con la data di scadenza più lontana, perché più fresco, raccolto o confezionato dopo ma, a livello di sostenibilità globale e pensando all’impronta ambientale di ogni prodotto e della sua filiera di produzione, il mio gesto è importante per ridurre lo spreco alimentare. Partendo proprio dal supermercato.

Quando entro nel reparto ortofrutta vado a caccia di frutta e verdura sfusa e non pulita dalle parti di scarto. Questo perché le parti esterne, bucce, baccelli e foglie (oltre ad essere commestibili e sostenibili) sono la cartina tornasole perfetta per verificare la freschezza di un alimento, proprio perché sono le prime ad appassire.

Appena rientro dalla spesa ripongo gli alimenti deperibili immediatamente in frigorifero. Ho un’ora di tempo per i prodotti freschi o crudi e due ore per quelli pre-lavorati o cucinati.

Seguo anche le indicazioni sulla conservazione degli alimenti meno deperibili, come ad esempio al buio o in un luogo fresco e asciutto.

2. NEL FRIGORIFERO E NEL CONGELATORE

Controllo spesso il corretto funzionamento di frigorifero e freezer: oltre all’igiene, do uno sguardo allo stato delle guarnizioni e controllo anche la temperatura, intorno ai +4/5° per il frigorifero  e -18/20° per il vano freezer.

Dispongo gli alimenti in ripiani diversi, seguendo le indicazioni del manuale della casa produttrice del mio elettrodomestico. Oltre ad essere utile per le temperature di conservazione dei diversi prodotti, mi aiuta a colpo d’occhio a tenere sotto controllo intere categorie (latticini, affettati, sott’oli…).

Per evitare di bucare qualche scadenza, faccio girare gli alimenti mettendo in prima linea quelli vicini al “trapasso”.

3. AI FORNELLI

Vivo le parti normalmente considerate di scarto e gli avanzi come una sfida, con un approccio simile agli alimenti esotici o mai cucinati. Per arricchire la cucina di sapori e consistenze nuove, come il gusto croccante dei baccelli di fava o quello vellutato della buccia di zucca. Vogliamo parlare della crosta di formaggio grigliata? Cerco di inserire almeno uno di questi alimenti nel pasto di ogni giorno, per creare ricette buone, economiche ed eco-sostenibili, che contribuiscono alla riduzione dello spreco alimentare.

4. A TAVOLA

Servo porzioni contenute e ripongo immediatamente gli avanzi, magari surgelandoli in piccoli contenitori ermetici per creare deliziose soluzioni “prêt-à-porter” per i pranzi in ufficio. Specie nelle serate in cui rientro tardi dal lavoro, organizzo cene a buffet, con pane tostato, formaggi e affettati in scadenza, insalatone di mantenimento con dressing a base di yogurt greco o un mix di salse. Fantasia e sostenibilità.

Se mi accorgo di aver prodotto troppo cibo faccio un colpo di telefono a mio fratello, un single un po’ pigro ai fornelli, sempre contento di condividere i miei “avanzi gourmet”.

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