Gyoza: ravioli giapponesi vegetariani

La versione meat-free dei tradizionali Gyoza. Ecco i miei ravioli giapponesi vegetariani, realizzati con ingredienti poveri, ma ricchi di gusto.

Preparo i ravioli giapponesi alla piastra molto spesso, usando una delle ricette tradizionali per il ripieno, un mix di carne di maiale e gamberi, ma questa volta ho voluto provare a realizzare i Gyoza vegetariani.

Gyoza: ravioli giapponesi vegetariani

ingredienti per 4 persone

COSA

per la pasta dei gyoza
  • 250 g di farina (0 o 00)
  • 100 ml di acqua (tiepida o calda)
  • sale qb
per il ripieno
  • 100 g di patate lesse
  • 100 g di cavolo cappuccio (le foglie più tenere)
  • 1 cipollotto
  • 5 cm di radice di zenzero fresca
  • 1 carota grande
  • uno spicchio di aglio
  • salsa di soia qb
per la cottura/servizio
  • 1 cucchiaio di olio di semi
  • salsa di soia qb
  • semi di sesamo (opzionali)

COME PREPARARE I RAVIOLI GIAPPONESI VEGETARIANI

La pasta dei ravioli

Ho unito la farina, un pizzico di sale e l’acqua, da aggiungere poca per volta. Vi ho indicato 100 ml ma fermatevi prima per evitare di avere un impasto troppo bagnato… l’assorbimento dipende da tantissimi fattori, dalla qualità della farina, dalla temperatura dell’acqua. Insomma, aiutatevi con i vostri occhi e con le vostre mani per capire quando è arrivata alla giusta consistenza. Ho impastato la palletta e l’ho riposta, avvolta nella pellicola, per un’ora in un luogo fresco e asciutto.

Se avete poco tempo potete provare ad acquistare la pasta già fatta, la vendono già stesa e tagliata in dischetti nei negozi specializzati, e passare direttamente al ripieno.

Il ripieno vegetariano

Ho sbucciato e tritato lo zenzero e la carota finemente, ci ho aggiunto le foglie più tenere del cavolo cappuccio, tritate anche loro, la patata lessa e schiacciata con la forchetta, il cipollotto sminuzzato e l’aglio, sbucciato, privato dell’anima e tritato finemente.

In alternativa potete sbucciare tutti gli ingredienti e tritarli in un mixer, come quello che uso per le mie video ricette*.

Ho trasferito il composto in una padella antiaderente (io ho questo set in alluminio, che funziona anche con l’induzione*) con un filo di olio e ho fatto soffriggere qualche minuto. Poi ho fatto raffreddare e tenuto da parte.

Come chiudere i ravioli orientali

Con un mattarello ho steso la pasta, molto sottile su un piano infarinato, e con un coppa pasta di circa 8 cm di diametro ho formato i dischetti dei miei ravioli orientali. Ho messo un cucchiaio di ripieno al centro e ho chiuso a metà premendo bene sul bordo curvo. Il mio consiglio, soprattutto quando si è alle prime armi, è di chiudere a mezzaluna il raviolo, premere bene sui bordi e realizzare la pieghettatura tipica solo dopo essersi assicurati che il raviolo sia ben sigillato.

Se invece avete fretta o non volete cimentarvi nella chiusura manuale allora cliccate qui: troverete un pratico set per creare dei ravioli perfetti in pochissime mosse*.

La cottura dei gyoza

In una padella antiaderente ho scaldato l’olio (io lo uso di arachidi) e ho cotto qualche minuto i gyoza vegetariani fino a dorare il lato appoggiato. Ho versato una tazzina d’acqua calda, ho abbassato e coperto, proseguendo la cottura per 5 minuti controllando di tanto in tanto e, nel caso, aggiungendo qualche cucchiaio di acqua calda in più. Al termine, ho tolto il coperchio e irrorato con salsa di soia e spolverato con semi di sesamo.

Click.

RAVIOLI ORIENTALI: POCA SPESA TANTA RESA

Una ricetta da dispensa, veloce da preparare, utilizzando pochi ingredienti che tutti noi abbiamo in casa: farina e acqua per la pasta, un soffritto di verdure e zenzero per il ripieno. Io le chiamo “le verdure del sotto lavello” perché la mia nonna, le cipolle, l’aglio, le carote e i tuberi, li teneva al buio in una cassetta sotto al lavandino della cucina. E da lì costruiva grandissime ricette, con un occhio sempre attento al portafoglio.

Ho realizzato questi ravioli giapponesi vegetariani pensando a lei per la rubrica mensile “Poca spesa tanta resa” all’interno del progetto Apro la Dispensa e Cucino. Ogni mese infatti io e le ragazze del team proponiamo ricette da dispensa per 4 persone, a meno di 1€ a testa.

La voce di costo più alta è infatti la salsa di soia, perché, sia per la pasta che per il ripieno, gli altri ingredienti sono davvero super economici. Non ci credere? Provate a fare due conti!

E già che ci siete date un’occhiata alle proposte salva euro delle mie compagne di avventura: le tagliatelle di pane al burro e acciughe di Monica, gli gnocchi al ragù di Valentina, la zuppa di lenticchie rosse di Cristina e la zuppa di ceci e cicerchie di Luisa.

Gyoza: ravioli giapponesi vegetariani

NEL CALICE

Come per la versione cinese, uno degli abbinamenti migliori con questo genere di piatto è il Riesling renano, per il suo residuo zuccherino e la sua acidità. Io li trovo perfetti anche con un Traminer Aromatico Alto Atesino (qui trovate il mio preferito in assoluto di Pfitscher)* o con un Beaujolais nouveau, vino rosso novello francese prodotto con uve Gamay.

RAVIOLI CINESI E GIAPPONESI: LA DIFFERENZA.

La differenza principale tra Jaiozi e Gyoza sta nella cottura. Da una parte la cottura delicata al vapore, dall’altra in un wok rovente, per creare quella inconfondibile crosticina croccante da coprire di semi di sesamo!

Siete curiosi di provare anche la versione cinese? La trovate qui: I MIEI JAIOZI.

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