Polpette di sarde a beccafico e finocchi

Vi presento le mie polpette di sarde a beccafico: la mia personale rivisitazione di un famoso piatto siciliano. Piccole pepite di gusto intervallate da spicchi di finocchio al forno e profumate di limone.

Si possono utilizzare le sarde fresche, aumentando un po’ i tempi di cottura, oppure trasformare queste sarde a beccafico in una ricetta da dispensa, utilizzando le sarde in scatola. Le conserve ittiche infatti sono un ingrediente da dispensa preziosissimo, alleato indispensabile di tante mie ricette “salva cena”.

La ricetta tradizionale (anche se le versioni sono davvero tantissime e ricche di sfumature locali) prevede che le sarde siano arrotolate e farcite con pane raffermo, pinoli e uvetta. Io invece ho scelto di usare tutti questi ingredienti nell’impasto delle polpette (che strano,  non lo faccio mai!) e di abbinarle a delle falde di finocchio, invece che a spicchi di agrumi. Ho comunque irrorato con del succo di limone e spolverato con la scorza della sua buccia non trattata prima di infornare. Per l’aspetto invece mi sono ispirata alla ricetta di Gessica, infilando le mie polpette in uno spiedo e alternandole alle falde di finocchio.

Ma veniamo a noi e alla ricetta delle mie polpette di sarde a beccafico, gratinate al forno con i finocchi e tanti ingredienti dalla dispensa.

Polpette di sarde a beccafico e finocchi

ingredienti per 20 polpette di sarde a beccafico

COSA

  • 100 g di sardine in scatola
  • 1 uovo
  • 1 finocchio
  • 2 fette di pane raffermo
  • 1 cucchiaio di uvetta
  • 1 cucchiaio di pinoli tostati
  • 2 cucchiai di olio di oliva
  • 1 limone bio (con buccia edibile)
  • un mazzetto di erbe aromatiche a piacere
  • sale e pepe qb
  • olio extra vergine di oliva a piacere

COME PREPARARE LA MIA VERSIONE DELLA RICETTA TRADIZIONALE

Per prima cosa ho preparato gli ingredienti per le polpette, unendo in una ciotola l’uvetta, i pinoli, l’uovo sbattuto e le sarde in scatola, accuratamente scolate. Ho amalgamato con l’aiuto di una forchetta (mi piace la consistenza grossolana e irregolare, così come sentire tutti gli ingredienti integri, per questo non ho frullato).

Con una delle due fette di pane ho realizzato del pangrattato, che ho utilizzato per rendere il composto più sodo e compatto (se occorre potete aggiungerne ancora, fino alla consistenza desiderata). Ho pepato e , con le mani bagnate, ho formato delle polpette dalla forma allungata. Non ho salato perché la sapidità del pesce per me è sufficiente, ma sentitevi liberi di aggiustare il gusto a vostro piacere.

Intanto ho pulito il finocchio (conservando le “barbe” per la decorazione finale) e ricavato degli spicchi, che ho inserito tra una polpetta e l’altra, infilzando il tutto con degli stecchi da spiedo (nel mio caso in metallo come questi*). Ho unto una piccola teglia e disposto i miei spiedini di polpette, le ho irrorate con il succo del limone (conservando le bucce) e ho infornato, forno statico, a 180° per circa 30 minuti.

A 5 minuti dalla fine della cottura ho spolverato le polpette di sarde con la seconda fetta di pane, ridotta in briciole, e mescolata con un trito di aromi finemente sminuzzati, la buccia grattugiata del limone, l’olio, questa volta extra vergine, e una grattata di pepe.

Ho terminato la cottura e servito le mie polpette di sarde a beccafico in tavola con le “barbe” verdi di finocchio e un filo di olio a crudo.

Click.

Polpette di sarde a beccafico e finocchi

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