Capunet: involtini di verza alla piemontese

I capunet (o capunit, come li chiama “dolce metà”), sono un piatto classico della cucina piemontese. Una ricetta della cucina #nospreco di una volta, quando ancora non c’erano gli hashtag ma si badava già molto al risparmio.

Questi involtini di verza infatti, nella tradizione dei tempi di crisi, venivano preparati con gli avanzi di carne del giorno prima. La ricetta varia un po’ a seconda della zona o della tradizione familiare, soprattutto nella composizione del macinato del ripieno. C’è chi mixa carne trita di manzo e di suino, chi aggiunge la mortadella sminuzzata, chi ancora mette l’arrosto avanzato, la salsiccia o la pasta di salame.

Io ho seguito alla lettera i consigli di Sendy, mia quasi suocera. Quindi non complicatemi la vita, facciamo finta che questa sia la versione ufficiale per evitare che in casa mia si scateni un incidente diplomatico!

Capunet: involtini di verza alla piemontese

ingredienti per 8/12 involtini

COSA

  • 250 g di macinato di manzo
  • 150 g di macinato di maiale
  • 100 g di mortadella
  • una decina di foglie di cavolo verza
  • 100 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 1 uovo
  • 1 mazzetto di prezzemolo fresco
  • sale e pepe qb

COME

Ho preso il cavolo verza e ho sbollentato 8/12 foglie (rispetto al ripieno, dipende dalla dimensione delle foglie, io ne preparo sempre qualcuna in più nel caso che il ripieno sia abbondante), ho assottigliato la costa centrale con una mandolina e le ho messe da parte.

Poi ho realizzato il ripieno, il macinato misto, il Parmigiano, l ‘uovo, il prezzemolo tritato e un pizzico di sale. La mia deliziosa quasi suocera ci mette anche un panino ammollato nel latte e del pangrattato (rinunciando a 100 g di macinato), io ho optato per la versione più “carnosa”.

consiglio 1: sbollentando la voglia di verza per 1 minuto in acqua in ebollizione e raffreddandola immediatamente in acqua gelata, sarà più semplice creare gli involtini.

consiglio 2: se le foglie hanno la parte centrale troppo costoluta e rigida, potete alleggerirla utilizzando un semplicissimo pelapatate come questo*

Poi ho preso un cucchiaio di impasto (dai 50 ai 100 g per involtino a seconda della dimensione della foglia di cavolo verza), l’ho posizionato nel centro della foglia, l’ho chiusa a pacchetto, l’ho legata con lo spago da cucina e ho collocato tutti i capunet in una teglia da forno rivestita di carta.

consiglio 3: accostando i capunet tutti vicini avrete la certezza che non si disfino e potrete evitare di legarli con lo spago.

Poi ho infilato i miei capunet in forno, 180°, 45 minuti fino alla doratura. Alcuni cuociono i capunet in padella, ma non mi sentivo così disinvolta in materia e ho preferito il forno. Il risultato è stato decisamente soddisfacente e… a prova di quasi suocera!

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Click.

CHE VINO ABBINARE AI CAPUNET

Per il vino da servire con questo piatto piemontese potete percorrere diverse strade. Una di queste è quella del territorio, attingendo dall’incredibile patrimonio enogastronomico di questa regione, dal Nebbiolo alla Barbera. L’altra è quella dell’affinità di gusto tra il vino e l’ingrediente principale di questa ricetta: la verza.

Tra i classici abbinamenti alla verza c’è la Malvasia. Io li ho provati con un ottimo Salina IGP Malvasia Secca del Capo Colosi 2020realizzato con le uve, 100% Malvasia, coltivate nei vigneti dell’isola di Salina, nell’arcipelago delle Eolie, in Sicilia. Un vino giallo paglierino dai riflessi dorati, intenso al naso con ricordi di fiori, frutti tropicali e agrumi. Fresco e armonico si abbina alla perfezione sia con la versione di carne di questa ricetta, che con quella vegetariana, con riso o pane raffermo e formaggio.

Se invece volete optare per un vino rosso, vi consiglio un Nero d’Avola o un Pinot Nero.

Capunet: involtini di verza alla piemontese

Capunet: involtini di verza alla piemontese

12 commenti su “Capunet: involtini di verza alla piemontese”

  1. ti sono proprio venuti bene. La fotografia fa venire l’acquolina in bocca nonostante non ami immensamente la verza….. brava!

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  2. Ieri qualcuno nel palazzo li stava cucinando!!
    Ho sentito l’odore ed ho pensato a quanto tempo fosse che non li mangiassi!
    Buoni!!

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  3. Bella presentazione. Mia mamma insieme ai caponet preparava anche le cipolle cotte e farcite allo stesso modo. In entrambe io preferisco alleggerire il ripieno tritando insieme alla carne i ritagli della stessa verdura dopo sbollentata.

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