Una ricetta essenziale a base di farina di ceci e acqua, che ricorda la farinata e la cecina: questa farifrittata di cavolo nero è una versione vegetale semplice e di stagione.
La farifrittata è una di quelle preparazioni che vivono in una zona di confine. Somiglia alla cecina toscana, ricorda la farinata ligure, ma si presenta in una forma più domestica, meno rituale, più quotidiana.
Cambia lo spessore, cambia l’intenzione, ma la base resta la stessa: farina di ceci e acqua, un impasto essenziale che appartiene alla tradizione molto prima che diventasse una ricetta “di tendenza”.
E proprio qui sta un punto interessante. Preparazioni a base di farina di ceci* e acqua sono presenti da secoli in diverse aree del Mediterraneo, dalla Liguria alla Toscana, fino al Sud della Francia e ad alcune cucine del Nord Africa, con nomi e consistenze diverse ma una matrice comune.
La differenza tra farinata e farifrittata sta soprattutto nell’approccio: la prima è sottile, quasi cerimoniale, legata a precise tradizioni territoriali; la seconda è più libera, più adattabile, pronta ad accogliere verdure di stagione e a trasformarsi in secondo piatto, in schiscetta o in soluzione veloce per la cena.
Nella ricetta di questa farifrittata entra il cavolo nero, ortaggio che appartiene all’inverno e alla fine della stagione fredda. Il suo carattere deciso incontra la neutralità della base di ceci, creando un equilibrio semplice ma efficace.
Puoi servirla con un’insalata fresca per alleggerire il piatto, accompagnarla con una crema di yogurt e limone per aggiungere una nota più morbida, oppure tagliarla a spicchi e proporla come parte di un aperitivo vegetale insieme a verdure croccanti e una salsa alle erbe.



