Porto: il vino di Porto. Storia, caratteristiche, abbinamenti

Durante il mio viaggio portoghese, nelle tre giornate a Porto, una intera l’ho voluta dedicare al vino con il suo nome. Per scoprire come nasce, come invecchia e come si abbina il vino di Porto in tutte le sue sfumature.

Porto: il vino di Porto. Storia, caratteristiche, abbinamenti

Con il naso nel calice, ancora una volta, alle prese con un Porto Tawny

Ma cominciamo con ordine: il Porto è un vino liquoroso, più o meno dolce, prodotto esclusivamente da uve, a bacca rossa e a bacca bianca, provenienti dalla regione del Douro, nel nord del Portogallo, a circa 100 chilometri a est della città.

COME SI FA

Il vino di Porto è prodotto a partire da uve di Tinta Barroca, Tinta Cão, Tempranillo Touriga, coltivate in terreni di origine vulcanica con base granito e basalto, spazzati dal vento dell’oceano che si insinua nella Valle del Douro fino alle colline.

Le uve sono raccolte, spremute e fatte fermentare. Ma non completamente: la fermentazione viene bloccata (mutizzata) con l’aggiunta di acquavite locale, a 77%, ottenuta dallo stesso vino. I lieviti (i simpatici amici che trasformano lo zucchero del mosto in alcool) muoiono. Il risultato è un vino fortificato che mantiene la sua vellutata dolcezza.

A differenza di altri vini liquorosi che restano eccessivamente dolci, il vino di Porto racconta il vento del mare con le sue note sapide e la sua terra con una struttura ampia, ricca di sfaccettature. A questo punto il vino di Porto affina in botti di legno, con una lenta maturazione che permette l’ossidazione, che ne aumenta le sfumature senza lasciare “sfiorire” i profumi e ne preserva l’acidità. Il risultato sono note di frutta secca, di spezie e di oceano.

Porto: il vino di Porto. Storia, caratteristiche, abbinamenti

Una degustazione di porto proprio di fronte alla riva del Douro dove si trovano le più famose cantine

COME NASCE

Come spesso accade quando vado indietro nel tempo a ricercare la storia di un vino, scopro che c’è lo zampino del caso… E degli inglesi.

Sì perché nella seconda metà del 1600 stavano per l’ennesima volta attaccando briga coi francesi, provocando, tra le altre cose, l’interruzione delle esportazioni di vini bordolesi, tanto apprezzati da sua maestà. Con la Spagna c’erano ancora delle frizioni e così puntarono gli occhi sul Portogallo e sui vini della valle del Douro, imperfetti ma a buon mercato. Per poterli trasportare dalla città di Porto alle bianche scogliere di Dover senza che il vino si deteriorasse a causa del movimento in stiva e del caldo, i commercianti iniziarono a “tagliare” il vino con acquavite locale, così da preservarne la qualità. Il risultato superò le aspettative, migliorando e aggiungendo carattere al vino di Porto.

Diventò talmente famoso da spingere intraprendenti famiglie inglesi a trasferirsi in Portogallo per avviare le loro attività enologiche. Ecco perché molte delle bodegas y viñedos hanno nomi inglesi, come Graham, Offley, Sandeman, Taylor…

Porto: il vino di Porto. Storia, caratteristiche, abbinamenti Porto: il vino di Porto. Storia, caratteristiche, abbinamenti

COME SI DIVIDE

Porto Bianco: prodotto esclusivamente con uve bianche è un vino giovane e fruttato, l’unico vino di Porto classificato per dolcezza: secco (ma mai completamente), semi-secco e dolce.

Porto Ruby: vino rosso invecchiato in grandi botti di quercia. Si tratta di un vino fruttato, rubino intenso, con note di frutti di bosco e prugna e con le caratteristiche dei vini giovani.

Porto Tawny: sulla stessa base del Ruby, dopo un passaggio di 3 anni botti grandi, passa nel legno piccolo della barrique, dove il vino si ossigena molto più velocemente, il colore vira all’ambra e i profumi si arricchiscono di spezie.

Porto Reserva: un Ruby che si è distinto per l’ottima qualità.

Late bottled Vintage: un Ruby nato da una sola annata, in genere eccezionale, passato in botte più a lungo (da 4 a 6 anni). Pare che a metà del ‘900 qualche botte invenduta maturò più del dovuto e ne uscì un vino fresco e fruttato ma potenziato in intensità, finezza e profondità. Lo zampino del caso, anche questa volta.

Porto Colheita: di nuovo aumenta il tempo di passaggio in botte, questa volta 7 anni, per un Ruby realizzato con uve millesimate, della stessa annata.

Porto Vintage: il più alto livello per un vino di Porto.Un millesimanto realizzato con uve della stessa vendemmia, invecchiato in botte e poi ripassato in bottiglia (alcune arrivano a superare i 50 anni).

Porto: il vino di Porto. Storia, caratteristiche, abbinamenti

Porto: il vino di Porto. Storia, caratteristiche, abbinamenti

Non perdete l’occasione di una visita guidata in una delle cantine di Vila Nova de Gaia 

COME SI ABBINA

Il vino di Porto si abbina con dessert, torte al cioccolato, piccola pasticceria, frutta secca, frutti rossi. Ma con il cioccolato a mio parere trova la sua dimensione. La sua struttura e la sua gradazione (in genere intorno ai 19/20%) permettono di reggere l’urto gustativo con i cioccolati fondenti ed extra. Altro abbinamento top è con i formaggi erborinati: gli inglesi, di nuovo loro, vanno pazzi per l’abbinamento Porto-Stilton.

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Porto: il vino di Porto. Storia, caratteristiche, abbinamenti

Vila Nova de Gaia, il paradiso degli amanti di questo vino, proprio di fronte alla città di Porto

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