Sakeya: bistrot, bar e shop. Il mondo del sake a Milano

Un bistrot, un cocktail bar e uno store. Sakeya non è il “solito” ristorante giapponese, ma un luogo unico, dove le tradizioni del sake si sposano ai sapori della cultura gastronomica del Paese del Sol Levante.

Aperto nel dicembre del 2016 in via Cesare da Sesto – tra Porta Genova e S. Agostino a Milano – Sakeya propone più di 150 etichette di Sake provenienti da 47 regioni diverse.
Cocktail e drink esclusivi, distillati giapponesi, shochu (da provare assolutamente al sesamo), awamori, whisky giapponesi e birre artigianali.
Il tutto abbinato alla cucina dello chef Masaki Inoguchi, pensata e realizzata proprio per affiancarsi alla ricchissima lista sake.

Sakeya: bistrot, bar e shop. Il mondo del sake a Milano

Sakeya: bistrot, bar e shop. Il mondo del sake a Milano

IL LOCALE

3 ambienti scandiscono le tre anime del locale: dall’ingresso/negozio all’ambiente dedicato alla degustazione delle proposte a menu, passando da una sala chill out dove rilassarsi e sorseggiare un cocktail, come il freschissimo MITSOUKO profumato di lemongrass, pepe e tè nero.

Su una lunga parete, una scaffalatura illuminata espone centinaia di bottiglie di sake come tesori preziosi, mentre il legno scuro crea una soluzione di continuità tra i vari spazi, arredati con uno stile che evoca un Giappone vintage.

Un solo appunto che, ammetto, essere molto personale. Mangiare su un nudo tavolo mi dà sempre un senso di incompiutezza, di precarietà, facendomi cenare seduta a bordo di sedia. Mi è mancato il comfort di una tovaglietta, di un tessuto, un accenno di sottopiatto. Ma mi rendo conto che questo rispecchi lo stile giapponese, dove l’assenza della tovaglia fa risaltare ogni oggetto portato in tavola, in un elegante equilibrio di forme e colori. È proprio vero che il cibo, come cultura, riesce ad insegnarmi sempre qualcosa di nuovo.

In compenso ho sognato per tutta la notte le texture e le forme irregolari di piatti, ciotole e piattini, dai colori a volte neutri e a volte a contrasto, che sottolineavano ogni portata. Come per gli arredi, diversi tra loro ma perfettamente in armonia.

IL MENU

Quando un cliente mi chiede una consulenza sulla user experience del suo sito web, la prima cosa che analizzo è il menu. Ci avete mai pensato perché lo chiamiamo così? Come per la carta di un ristorante, è uno strumento per orientarci all’interno della proposta di prodotto, comprendere la filosofia dell’offerta e trovare facilmente quello che stavamo cercando. Oppure quello che non sapevamo di volere ma improvvisamente, appena il nostro mouse passa sopra a quella parola – click – ci rendiamo conto di desiderare.

Il menu di Sakeya è semplice, delineato da categorie ben definite. Si apre con gli OBANZAI, piccoli assaggi per stuzzicare l’appetito, come il tortino croccante di melanzana e anguilla in tempura, servito con salsa al miso rosso e wasabi.

Continua con un’intera sezione dedicata ai SUMIBI KUSHIYAKI, la maggior parte dei quali sono spiedini cotti sulla brace giapponese al carbone. Qui mi sono soffermata a lungo, assaggiando i MOMO, i più famosi yakitori di pollo, i KIMO, con fegatini di pollo in salsa teriyaki e le TSUKUNE, le tipiche polpettine di carne macinata allo spiedo. Sì, proprio quelle che ho cucinato qualche settimana fa alla piastra, ma che alla brace sono tutta un’altra faccenda, perché lo shock termico della cottura le rende croccanti fuori e morbide e leggere all’interno. Da perdere la testa.

Le SPECIALITÀ di MASA sono il cuore di questo menu, seguite dai MASU CHIRASHIboule di riso aromatizzato allo shiso rosso con alga nori, sesamo tostato e salsa di soia servito con astice o salmone.

Peccato che questa semplicità sia forse un po’ complicata dalle dinamiche di ordinazione, così rigide, ci spiega il personale di sala, per garantire tempistiche di attesa accettabili, e che non supporti il cliente meno esperto con un menu degustazione (o forse c’era ma non ci è stato proposto), un percorso guidato di assaggi per comprendere al 100% la filosofia del locale.

In ogni caso dimenticate il sushi, a cui è dedicato un quarto di pagina e non è nemmeno quello che vi aspettate (così come vi consiglio di cambiare destinazione se non siete disposti a spendere 40/50€ a testa, bevande escluse). La cucina dello chef Masaki Inoguchi affonda le sue radici nella tradizione gastronomica giapponese per trovare una dimensione personale e contemporanea, con specialità come il YAKI TAKO, un polpo in 3 cotture, insaporito da senape piccante, spezie giapponesi e salsa takoyaki. Io mi sono lasciata sedurre da WAGYU YUCCHE, una sfera di tartare di Wagyu condita alla Sakeya, avvolta da cavolo giapponese marinato in alga kombu, e servita con cuore morbido di tuorlo d’uovo cotto a bassa temperatura. Piccante al punto giusto, che si scioglie in bocca.

Sakeya: bistrot, bar e shop. Il mondo del sake a Milano

FOOD PAIRING

Sakeya è un Sake bistrot, offre quindi una cucina basata sull’abbinamento del cibo col sake, permettendo allo chef di attingere a piene mani dalle materie prime di stagione del territorio giapponese, uscendo dai suoi confini per spaziare nella cucina internazionale

Il più importante ruolo del sake è il suo mettersi a servizio del cibo, il suo allungarne gli aromi, profumi, sentori. Il suo “non essere protagonista” ma co-protagonista del cibo.

Purtroppo, forse a causa di un’ordinazione molto eterogenea, non ho avuto la possibilità di sperimentare l’arte del foodpairing dei sake sommelier di Sakeya, potendo comunque pasteggiare con un ottimo sake in bottiglia che ho condiviso con i miei compagni di avventura. Conto di tornare al più presto per vivere quest’esperienza e magari partecipare ad uno dei corsi organizzati dalla SSA, Sake Sommelier Association Italiana per riuscire a cogliere con consapevolezza ogni sua sfumatura.

Click.

SAKEYA

Via Cesare da Sesto 1, Milano

www.sakeya.it

Aperto da martedì a sabato, dalle 18 all’1, e la domenica, dalle 12 alle 15 e dalle 18 alle 24. Chiuso il lunedì.

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