Digital housewife: la mia prima vita

Prima di diventare una Food Photographer, prima di costruire la mia professionalità come Digital Art Director, prima di sognare di diventare una User Experience Designer… Facevo l’artista. Non è un termine che mi piace usare, né una storia che mi piace raccontare, ma oggi ho deciso di condividerla con voi.

digital housewife

Nel 1998 mi diplomai, mi iscrissi all’Accademia di Brera, comprai il mio primo Photoshop e nel 2001 aprii il mio primo blog su Splinder. Ero quella che oggi chiamereste “geek“. Avevo una reflex, una camera oscura montata nella mia cameretta e vivevo nell’urgenza di comprendere me stessa tra le bacinelle di sviluppo e un timbro clone.

Poco mi importava di apparire, di avere successo. Dovevo trovarmi e riconoscermi. E l’unica cosa che mi faceva intravedere il mio volto, come fosse uno specchio, era l’autoritratto, la fotografia, la mia immagine riflessa nella convessità di un obbiettivo.

Usavo quello che ora chiamate “selfie” per conoscermi, per misurare la mia mente e i miei pensieri, per costruire una corazza che mi permettesse di sentirmi sufficientemente forte da affrontare il mondo, i raggi del sole e il giudizio delle altre persone.

Domestic Landscapes è una serie del 2001, ambientata nella comfort zone di casa mia e Digital Housewife (a little k-bit desperate), di qualche anno più tardi, è totalmente inserita nel contesto della cucina. Un luogo dove avrei dovuto sentirmi al sicuro, protetta, nutrita. E invece era un luogo in cui non mi ero ancora trovata, dove non riconoscevo il mio volto, un luogo che faceva a fette la mia forza, ma che mi costringeva a lavorare su me stessa.

A distanza di anni tenni delle conferenze sull’autoritratto psicologico nell’arte contemporanea, nella speranza di aiutare chi, come me 10 anni prima, si era perso nel riflesso di sé…

digital housewife - iCook

Poi arrivò il cibo. Perché, come si dice, siamo quello che mangiamo, e il food diventò il mio nuovo autoritratto.
Rappresentava l’amore e la cura per me stessa, la dedizione per i miei cari, il desiderio di conoscere il mio territorio e, attraverso i sapori del cibo e i suoi profumi lontani, conoscere il mondo.

Fuori, non più dentro.

Nel 2009, dopo la mia ultima personale intitolata iCook, ho abbandonato questa realtà, delusa dall’ipocrisia del sistema, dal mondo dell’arte contemporanea come business vuoto di valori, come mercificazione del talento, che spesso nasce dall’urgenza, dalla necessità. Dal bisogno di conoscersi e riconoscersi.
Ora cucino, sorrido mentre lo faccio, mi sento forte, felice. E mentre fotografo il mio piatto, fisso nel tempo quella felicità.
Click.

Anna Fracassi - Nus - L'ennesimo blog di Cucina

4 Comments

  • #UnaBiondaPiccola ha detto:

    Il cibo è uno dei soggetti più fotogenici che io abbia mai visto! E i tuoi scatti esprimono in ogni “natura morta” immortalata la tua bravura! Complimenti!

  • Mirco ha detto:

    Diplomata nel ’98….. ma sei una bimba allora!!!! 🙂
    Bè… artisti si nasce! E per fortuna hai scelto di fotografare il cibo… almeno ti ho scoperta! Grazie per la condivisione di questa parte di te… e come sempre complimenti per tutto ciò che fai.
    Ah… ai tempi (con qualche anno in più di te!!!) avevo anche io un blog su splinder! 🙂

    • Anna Fracassi - Nus ha detto:

      Grazie Mirco, ci ho messo un po’ per tirare fuori questa cosa. Ma nell’istante in cui l’ho raccontata mi sono sentita più leggera e ora (dai un’occhiata al mio canale instagram) ho smesso di nascondere l’Anna creativa che tenevo nell’ombra… è iniziato una nuova fase per me, piena di arte e cose belle. Non solo cibo!

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