#IGMI14: il mio viaggio in Thailandia comincia da qui

Guardando il programma degli interventi di Identità Golose 2014 sono sbiancata. Potendo scegliere solo due giornate da approfondire ero in grande difficoltà. Ma sulla giornata di martedì 11 febbraio non avevo dubbi. Accanto ad Identità di Pasta, la mattinata era dedicata alla nazione ospite, la Thailandia.
E vista la deriva etnica irreversibile della mia cucina, non potevo mancare.

Mi siedo in sala per il primo contributo, armata di tablet, smartphone, penna, moleskine, cuffie per la traduzione, programma degli chef e cartella stampa.

Foto Brambilla – Serrani da identitagolose.it

Poi lo chef Chumpol Jangprai prende il mortaio e ci mette: aglio, radice di coriandolo, pepe e peperoncino, pasta di gamberetti, foglie di basilico thai dalle note limonine, code di gambero fresche e radice di galangal.

Inizia un gran pestare e il profumo invade la sala. Poi impana il composto a piccole polpette nella crusca di riso novello e frigge tutto.

Non c’è più bisogno di prendere appunti: occhi spalancati, orecchie dritte e grandi respiri a pieni polmoni.

Sono appena sbarcata in Thailandia.

E quelle che vedo sono Tod Man Kung, tortine fritte di gamberi (in genere di fiume), piatto tipico dello street food thailandese. Subito dopo lo chef ci propone un delizioso Gaeng Liang, un curry delicato con verdure di stagione acquistate in un mercato locale la mattina stessa, che abbina ad un branzino in padella.

Accumulando un po’ di ritardo sulla scaletta (sottolineato dai segnali che lo stomaco mi manda, in risposta ai profumi sempre più intensi) lo chef Chumpol passa parola e mortaio a Prin Polsuk, e riparte il pesta-pesta.
Polsuk presenta un curry delle sue terre, la provincia settentrionale di Chiang Mai, senza latte di cocco né zucchero, contaminazioni indiane tipiche delle regioni del centro. Sfodera un piccantissimo peperoncino rosso Thai Dragon e calibra dolcezza e sapidità del suo secondo piatto, una Salsa Relish di lardo pestato (daje con sto mortaio), lemongrass, galangal, pasta di fagioli fermentata, che accompagna con verza, zucca e cavolo nero bolliti.

Foto Brambilla – Serrani da identitagolose.it

Esco dalla sala con colori meravigliosi negli occhi e gli aromi della Thailandia nelle narici (e anche un po’ sui vestiti). Sono agguerrita: il prossimo passo è trovare un vero ristorante Thai dove assaggiare i piatti tipici, afferro la guida Thai Select e mi metto in ricerca…
Ma questa è un’altra storia.
Click.

Foto da thaifoodrestaurant

5 Comments

  • Vaty ♪ ha detto:

    “daje con sto mortaio”.
    ti adoro.
    e felice di aver condiviso parte di questa giornata, anche per me molto speciale, con te!! <3
    E presto, dovrai venire a degustare il thai anche.. chez moi!

  • CONTROTUTTI ha detto:

    ciao, siamo entrati nel tuo blog e ci è subito piaciuto…ci siamo uniti ad i tuoi followers e con permesso ci addentriamo nel tuo ricettario

  • Pingback: Sawatdee Ka: thai food a Cantù, anche take away | Food Blogger Mania

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