FINTOMAKI

Che sembra giapponese ma ha la mamma italiana. Io.
WARNING: la ricetta è tutto un “al posto del”, quindi puristi della cucina asiatica astenersi. Questa è una versione molto italiana, gustosa ma volutamente non aderente alla tradizione.

Per prima cosa il riso, 100gr di riso originario, quello per minestre (al posto di quello apposito per sushi), da ammollare per un’ora in acqua fredda (da cambiare ogni 15 minuti) e bollire in una pentola con acqua che lo copra per almeno un dito. Io ho usato il coperchio e tenuto d’occhio la cottura, se si asciuga metto altra acqua e spengo quando il riso è cotto e colloso. A quel punto aggiungo una tazzina di aceto di mele (al posto di quello di riso) con 1 cucchiaino di zucchero di canna. Giro bene il tutto e lascio raffreddare.
Poi preparo il piano di lavoro: una stuoietta di bambù, un pezzo di pellicola stesa e uno strato di riso freddo. Io mi bagno sempre le mani ogni volta che lo devo maneggiare, in questo modo evito l’effetto carta moschicida.

Aggiungo una striscia di salmone affumicato (al posto di quello fresco). Sinceramente non l’ho pesato, calcolate che con 100gr di riso io realizzo due rotoli di uramaki, quindi almeno 50gr di salmone affumicato, o forse meno.

Posiziono la striscia di salmone a due dita dal bordo superiore, una striscia di zucchina (al posto del cetriolo) e una spalmata di salsa wasabi (che io preferisco mettere dentro invece che fuori), poi faccio gli scongiuri e, aiutandomi con la stuoietta arrotolo tutto, facendo attenzione di non inglobare la pellicola e attorcigliando le estremità per evitare che il riso salti fuori esplodendo in tutta la cucina.
Stringo bene in rotolo e metto tutto così com’è in frigorifero, almeno un’ora.

Al momento di tagliare, bagno un coltello affilato e creo 8 uramaki, mangiando sistematicamente i capetti (piccole gioie dello chef). Lo ribagno ad ogni fetta, così da fare tagli precisi.
Impano ogni roll nei semi di sesamo tostati e servo con salsa di soia.
Click.

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