IN CUCINA CI VUOLE NASELLO

Specie quando la ricetta è super profumata. Come questa.
D’inverno mi vengono queste giornate malinconiche in cui penso al calore dell’estate, al mare, alla spensieratezza. E così mi è venuta voglia di pesce, ma, per non mentire troppo a me stessa, ci ho messo un tocco invernale, usando le arance. E così mi sono trovata in pescheria a chiedere 4 filetti di nasello, ampi e sottili, adatti insomma ad essere farciti e arrotolati. Ne ho presi 3 (che ho controllato bene, non sia mai che resti qualche lisca) e li ho lasciati marinare 2 ore, nel succo di due arance (delle quali ho conservato la buccia e qualche spicchio), due cucchiai di succo di limone e una grattata di scorza, un bel giro di olio extra virgo, sale, pepe ed erba cipollina tagliata fine.
Intanto ho preparato il ripieno. Una bella manciata di pistacchi tritati con la buccia dell’arancia (ho scelto agrumi non trattati, ma che ve lo dico a fare?), qualche seme di peperoncino, altro olio e altro succo di arancia, il quarto filetto tagliato a dadini e dei grissini multigrain avanzati dal pranzo, sbriciolati con qualche mossa di kung fu, perché mi piace più la croccantezza del grissino che la pastosità del pangrattato.
Ho lasciato raffreddare qualche minuto (non ho ancora il dono delle mani di amianto) e poi ho disposto il ripieno nel centro dei filetti, scolati dalla loro marinatura (che ho conservato), e ho arrotolato con pazienza, chiudendo con degli stuzzicadenti. Ho messo tutto in padella (la stessa del ripieno, così i profumi si moltiplicano, così come la bontà) e ho fatto dorare i fagotti girandoli una sola volta, li ho prelevati e disposti su una teglia coperta di carta da forno e infornati 30 minuti a 180°. Nella padella ho versato la marinatura e l’ho fatta ridurre un po’, tenendola da parte  (per la serie “non si butta mai niente”).
Una volta cotti, li ho liberati dagli stecchini, li ho circondati da una fettina sottilissima di arancia e li ho impiattati in una terrina, irrorandoli del fondo di cottura ristretto.
Se vivessi con un fidanzato, invece che con una cavalletta, avrei avuto da parte anche qualche pistacchio per guarnire, ma ci facciamo andar bene lo scatto (e il fidanzato famelico e dispettoso).

Et voilà. E, credetemi, erano più buoni che belli.

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